Sovereto: un piccolo gioiello di storia, arte e religiosità

Ringraziamo per questo articolo il Prof. Luigi Dello Russo del l’Associazione “Sovero” territorio, società, cultura. Un doveroso ringraziamento alla Fam. Vendola per la cortese disponiboilità dimostrata per accedere nei luoghi fotografati.

Ancora grazie all’Associazione “Fotoclub 2000” per le meravigliose immagini.

 

 

A pochi chilometri da Terlizzi (BA), a ridosso della Strada Provinciale 131 (ex Statale 98), sorge Sovereto, un borgo tranquillo e quasi intatto: piccolo gioiello urbanistico costituito da abitazioni semplici ma suggestive che si snodano lungo due assi incrociati. Sono prevalentemente seconde dimore per chi aspira ad una serenità di vita scandita da vecchie abitudini e piccoli piaceri: il grande camino all’interno e il piccolo giardinetto sul retro dove gelsomini e limoni ricordano un passato di cultura araba. Ma il fascino non è soltanto in questo.


Al centro del crocevia un portale immette ad un complesso medievale: una chiesetta romanica e resti di un ospedale di poco più tardo. I documenti rintracciati (a partirez dal 1131 e più frequentemente dal 1175) parlano di una “ecclesia di Santa Maria di Suberitum”. L’ecclesia era stata costruita, e lo è ancora, in devozione di un’icona bizantina della Vergine con bambino; il Suberitum fa riferimento alla boscaglia del luogo, tanto che nell’eloquio popolale locale (e non solo) si parla di Sovero, come etimo arcaico e in disuso per indicare territorio a querceto (suber=sughero). Da un arto del 1294, sancito da Celestino V, si sa che l’Università di Terlizzi doveva “concorrere al decente mantenimento dei cavalieri e delle religiose, e non far mancare i mezzi per alloggiare e somministrare il bisognevole agli ammalati e ai pellegrini”. E chiaro quindi che l’intero complesso era funzionale alle crociate e ai pellegrinaggi in Terra Santa, collocato com’era vicino all’antica via Appia-Traiana per Brindisi, luogo d’imbarco per l’oriente. Fin qui la storia, o parte di essa.

Permangono però grossi nodi irrisolti: l’icona è di produzione locale di monaci basiliani o di importazione dopo le guerre iconoclastiche nell’impero bizantino? Venne contesa – come riferisce la leggenda – tra Terlizzesi e Bitonrini. E soprattutto il complesso architettonico fu Precettoria e Commenda dei Gerosolimitani o dei Templari? Oggetti di analisi da parte degli storici sono alcune lastre tombali raffiguranti dignitari dalle cui uniformi si evincerebbe l’appartenenza ad uno dei due ordini militar-cavallereschi. Certa storiografia più recente parla – infine – di centro di irradiazione d’influssi positivi. Verità. Suggestione? Certo è che Soverero esercita “un’attrazione fatale” per chi la visita, incontaminata come è dai veleni di una falsa modernità!

 

Prof. Luigi Dello Russo

Galleria Fotografica

Foto a cura di:

Sabino Vendola

Onofrio Tangari

Paolo Mastella

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FOTO   1   Sovereto – Via del Santuario

FOTO   2 Portale e atrio del Santuario

FOTO   3 Scultura votiva posta sul portale (1878)

FOTO   4 Veduta posteriore della chiesa

FOTO   5 Esterno dell’abside romanica della navata centrale

FOTO   6 Interno della chiesa: altare maggiore

FOTO   7 Icona della Vergine Maria di Sovereto

FOTO   8 Organo

FOTO   9 Lastra tombale inserita nel pavimento

FOTO 10   L’albero della vita e foro della grotta

FOTO 11 Resti degli affreschi dell’abside: un angelo

FOTO 12 Resti degli affreschi dell’abside: volto di Cristo

FOTO 13 Resti degli affreschi della sacrestia: decorazione simbolica

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